Lettera a una bambina sulla lettura – Letter to a child about reading

Baby Bookshelf Gift Idea - Idea Regalo Libreria Bambini

Cara Cecilia,

ti scrivo questo biglietto, anche se non puoi ancora leggerlo, per dirti che non ti sto regalando un libro o una libreria a forma di casa delle bambole: ti sto regalando delle storie, un viaggio verso tutti i luoghi che vuoi vedere e le avventure che vuoi provare.

Ti sto regalando un giardino segreto da mostrare solo a chi vuoi, un moschettiere che ti difenda da chi ti farà i dispetti, un gatto simpatico e dispettoso che si proverà i tuoi stivali, un’isola piena di pirati che cantano con voce cavernosa e delle piccole donne che, come te, crescono.
Ti sto regalando una porta verso tanti mondi diversi, come in Narnia (anche se quello era un armadio), come nei Fluppys. E ti regalo un segreto: un libro fa anche passare il mal di pancia!
Rimane lì ad aspettarti dopo che hai finito di giocare con gli amici, e se qualche volta ci litighi, con gli amici, un libro ti dirà “non ti preoccupare, anch’io mi sento come te”.

E non ti preoccupare neanche se ti dicono di non rovinarli, i libri: non è vero (i tuoi però, non quelli degli altri). I libri vanno sottolineati, spostati, anche strappati se una parte proprio non ti piace –  però poi dovrai chiedere scusa, e sappi che non vale con i libri di scuola. Puoi prenderli e lasciarli e riprenderli più tardi, quando ne avrai voglia, e piegare gli angoli. Puoi saltare qualche pagina e rileggere la tua preferita anche dieci, cento volte! Puoi, infine, leggere dappertutto: in treno, in bagno, in biblioteca o mentre aspetti il tuo turno dal dottore, perché i tuoi libri preferiti, come i tuoi amici preferiti, ti seguono dappertutto, anche quando non li vedi.

E se ti diranno che leggere è importante, o che è noioso, o che bisogna leggere, ti dico un altro segreto: la verità è che leggere è bello! Se non mi credi, prova a prendere in mano Harry Potter, lui di magia se ne intende.

Un bacio,
i tuoi zii N. e F.

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Dear Cecilia,

I’m writing this note, even if you cannot read it, to tell you that I’m not giving you a book, or a dollhouse shaped bookcase: I’m giving you tales, a trip to all the places you want to see and adventures you want to try.

I’m giving you a secret garden for you to show only to those you want to, a musketeer who will defend you from bullies, a funny and mischievous cat that will try your boots on, an island full of pirates who sing in a cavernous voice and little women who, like you, are growing up.
I’m giving you a door to so many different worlds, as in Narnia (although that was a closet), as in The Fluppy Dogs. And I’ll give you a secret: a book also send away a stomachache!
It remains there, waiting for you to finish playing with your friends, and if sometimes you quarrel with them, a book will tell you “don’t worry, I feel like you.”

And don’t worry even if they tell you not to ruin them: it’s not true (yours, though, not those of others. Books should be highlighted, moved, you can even torn a page you just don’t like – but then you will need to say sorry, and know that it is not the case with school books. You can take them and leave them and resume them later, when you’ll feel like it, and fold the corners. You can skip a few pages and read your favorite even ten, or a hundred times! You can finally read everywhere: on the train, in the bathroom, in the library or while you wait your turn to the doctor, because your favorite books, such as your favorite friends, follow you everywhere, even when you don’t see them.

And if they tell you that reading is important, or that it is boring, or that you have to read, I’ll tell you another secret: the truth is that reading is beautiful! If you don’t believe me, try asking Harry Potter, he knows about magic.

A kiss,
your uncles N. and F.

Baby Bookshelf Gift Idea - Idea Regalo Libreria Bambini

Essere la madrina di Cecilia è stata una sorpresa che mi ha riempita di gioia, perché la sua è una bellissima famiglia che ha la felicità come traguardo quotidiano.

Being Cecilia’s Godmother has been a surprise that has filled me with joy, because hers is a wonderful family that has happiness as daily goal.

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Il suo battesimo è stato il più simpatico ed originale a cui io abbia assistito, con i festeggiamenti in una baita sul Monte Grappa e l’intimità che viene dagli spazi stretti in mezzo ad orizzonti ampi, e il calore della vicinanza e del buon vino.

Her Christening was the most likeable and original that I have witnessed, with the party being held in a lodge on Mountain Grappa and the intimacy that comes from tight spaces amid wide horizons, and the warmth that comes from the proximity and good wine.

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Naturalmente non ho saputo resistere e, quando mamma Laura mi ha chiesto di regalarle un libro, è diventato una libreria tutta da riempire, personalizzata da ghirlande e fiori creati a mano perché il tempo è sempre il regalo più grande che possiamo fare, soprattutto ai bambini. Per non smentirci, comunque, anche le sue bomboniere sono state un’esplosione di primavera per tutti!

Of course I could not resist, and when mom Laura asked me to give her a book, it became a library all to be filled, personalized with handmade garlands and flowers, because time is always the greatest gift we can give, especially to children. Obviously, her favors were also a Spring explosion for everyone!

Una cascata di fiori per un battesimo Una cascata di fiori per il battesimo di Ceciia

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Books Vs Knick-knacks #1: half-seriously

 

Do you happen to have actual books? I do. I have several hundreds of beautiful, dusty books (Anobii I love you), and I like to think about my future big home library. I imagine its color, its shape, its position, I try to understand if a light color or a dark one will suit best my large amount of books (therefore of shades) and if I can put a tv in it. I wonder if I’d prefer a big, traditional one or something around my door and windows.

I, of course, look for inspiration on Pinterest.

And here is the fact: where have all the actual libraries gone? Are they hiding? Are they expiring, like extinct species?
I see hundreds of bookcases, of course, but – the books? Why are we learning how to style photos, mirrors, vases and color schemes? They are still called bookcases, aren’t they? Then where am I supposed to put my books that don’t fit a palette?

They call them priorities, you know.

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Avete per caso libri veri? Io sì. Ho parecchie centinaia di bellissimi libri polverosi (Anobii ti amo), e amo pensare alla mia futura grande libreria. Immagino il suo colore, la forma, la posizione, cerco di capire se un colore chiaro o uno scuro si adatteranno meglio alla mia grande quantità di libri (e perciò di sfumature) e se sia il caso di inserire anche una tv. Mi chiedo se preferirò una grande libreria tradizionale o una che giri intorno alla porta ed alle finestre.

Cerco, ovviamente, ispirazione su Pinterest.

E qui sta la questione: dove sono finite tutte le librerie vere? Si nascondono? Si stanno esaurendo, come specie in estinzione?
Vedo centinaia di librerie, certo, ma – i libri? Perché ci insegnano a sistemare fotografie, specchi, vasi e gamme di colori? Si chiamano ancora librerie, giusto? Allora dove dovrei ficcare i miei libri che non si adeguano a una 
sfumatura?

Le chiamano priorità, per dire.

The fact is we are emptying the books of their value, replacing them with vases and photo frames as if they were just other knick-knacks. I was just reading this article about women who read, the cutting-edge phenomenon that takes advantage of a certain idea of feminism for commercial purposes. Marketing speculating on feminism is nothing new, from cigarettes in the 20s and 30s to fashion, with slogan printed on expensive T-shirts. The most recent stereotype is the woman who loves books. Books, in general. As a fetish. It is not the content of the book that matters, but the product itself. The “woman with a book in her hand”. If it is actually crap, Coelho’s philosophy for dummies, or class B fantasy, is irrelevant.

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 Il fatto è che stiamo svuotando i libri del loro valore, sostituendoli con vasi e portafoto come se fossero solo altri soprammobili. Ho letto un articolo che tratta delle donne che leggono, fenomeno molto in voga per sfruttare una certa idea di femminismo a fini commerciali. Il marketing sul femminismo non è certo una novità, a partire dalle sigarette negli anni ’20 e ’30 e passando per la moda con slogan stampati su costose magliette. Lo stereotipo più recente è la donna che ama i libri. I libri, così, in genere. Come un feticcio. Non è il contenuto di un libro l’Importante, ma il prodotto in sé. La “donna con un libro in mano”. Che poi siano porcherie, sia filosofia per dummies alla Coelho, o fantasy di serie B, è irrilevante.

Aren’t we going to stand up for our books? Our old, dusty, precious things? Those that keep us awake at night and help us travel around the world and through the centuries without the smallest Tardis? Those who help us to chat in the sitting rooms of Isabel Archer and Prince Myshkin, have tea with Elizabeth Bennet, face the storm with Ransome, walk on the moors with Heathcliff and in Brideshead with a heartbreaking nostalgia, or see Venice through Shylock’s eyes? The ones that lift us up when our windmills smash us, and soothe our pain with words of wisdom about stuffed men and Ithaca? The ones that make you cry both for Nancy Clutter and Perry Smith, for Lennie and his mice? The ones that help us fight agains injustice and prejudices with Edmondo Dantès and Jo March, or just fight with the Colonel Aureliano Buendìa and the Order of the Phoenix, until we find our Secret garden, our Neverland, our Neverending story.
That’s why I’m going to post some photos of actual home libraries, with actual books. Oh, and guess what.
They are also beautiful.

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Non dovremmo difendere i nostri libri? I nostri vecchi, polverosi, preziosi oggettini? Quelli che ci tengono svegli la notte e ci aiutano a viaggiare per il mondo e attraverso i secoli senza nemmeno un piccolo Tardis? Quelli che ci fanno chiacchierare nei salotti di Isabel Archer e del principe Myskin, prendere il tè con Elizabeth Bennet, affrontare la tempesta con Ransome, passeggiare nella brughiera con Heathcliff e a Brideshead con una nostalgia struggente, o vedere Venezia dagli occhi di Shylock? Quelli che ci aiutano a rialzarci quando i nostri mulini a vento ci schiantano, e aiutano a lenire il dolore con parole di saggezza su uomini impagliati e Itaca? Quelli che ci fanno piangere sia per Nancy Clutter che per Perry Smith, e per Lennie ed i suoi topi? Quelli che ci aiutano a combattere contro l’ingiustizia ed i pregiudizi con Edmondo Dantès e Jo March, o solo a combattere con il colonnello Aureliano Buendìa e l’Ordine della Fenice, finché non troviamo il nostro Giardino Segreto, la nostra Isola che non c’è, la nostra Storia Infinita.
Ecco perché posterò foto di vere librerie, con veri libri. Oh, e indovina un po’.

Sono anche bellissime.