Lettera d’amore agli sposi – A love letter to the bride and groom

Envelope wedding gift - Busta regalo matrimonio

Cara E.,
dato che, conoscendomi, non ho in programma di parlare al microfono al tuo matrimonio, ho pensato di scriverti in questa lettera il discorso che potrei fare.

Salve a tutti, sono N., amica e testimone della sposa. È stato un colpo di fulmine un pomeriggio di una decina d’anni fa, quindi posso dire di aver avuto anch’io una lunga storia con lei ormai, infatti ad un certo punto dei preparativi Elisa ha cambiato idea e mi ha incaricato di sostituire tutti i “M.” (nome dello sposo) del libretto con “N.”.
Mi risparmio tutta la parte sugli aneddoti e sulle frasi da Baci Perugina perché il fatto è che E. e M. il loro “per sempre” ce l’hanno già, è qui da qualche parte con un vestitino rosso, quindi non mi serve augurarglielo perché è già qui ed è bellissimo. Quello che posso augurare loro è il modo in cui arrivare a questo “per sempre” – e qui forse qualche Bacio Perugina ci scappa.

Vi auguro di tenervi spesso per mano, perché il più delle volte non è quello che si dice, ma quello che non si dice che conta. Di ridere, perché una risata fa respirare meglio, scuote via la polvere e vi permette di vedere la realtà più chiaramente. Di non badare troppo agli altri, perché su Facebook siamo tutti belli, felici e luccicanti, ma amare costa fatica, e quelli che sono più ricchi di noi hanno maggiordomi al posto degli amici.
Vi auguro che il vostro amore aumenti sempre. Come le tasse.
Vi auguro di ricordarvi di essere felici, quando guardate il mare, quando giocate con E., quando tornate a casa e accendete il fuoco nella stufa dopo una giornata pesante. Vi auguro, soprattutto in quelle giornate pesanti, di portare con voi il pensiero dell’altro, il cuore dell’altro, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, facendogli spazio con ostinazione anche quando non ne avrete voglia, scoprendo ad ogni stagione che passa un modo diverso di amarvi, perché le cose sono diverse da dentro – come il vestito da sposa che, prima di iniziare le prove, doveva essere liscio e in stile impero. E infatti.
Esiste una tecnica giapponese, il Kintsugi, che consiste nel riparare il vasellame rotto unendo i cocci con una resina mista a oro, argento o platino, dando delle venature preziose ai pezzi ricomposti e rappresentando così la vita, mai lineare, piena di ferite e spaccature. Non solo non c’è alcun tentativo di nascondere il danno, ma il Kintsugi, attraverso l’arte, ci dimostra che da una ferita risanata, dalla lenta riparazione conseguente a una rottura, può rinascere una forma di bellezza superiore, oltre che diversa ed unica. Vi auguro perciò che i segni che la vita vi imprimerà addosso abbiano un valore e un significato, rendendovi orgogliosi di voi stessi e del vostro rapporto.
E per concludere, il mio augurio è la frase che una moglie rivolge al marito in uno dei miei romanzi preferiti, Tenera è la Notte di Fitzgerald: “Pensa a quanto mi ami adesso. Non ti chiedo di amarmi sempre così, ma ti chiedo di ricordartelo. Da qualche parte, dentro di me, ci sarà sempre la persona che sono stasera.”
Congratulazioni, ragazzi, e se Dio non ve la manda buona, conquistatevela voi! Vi voglio bene.

Ti voglio bene.
N.

Envelope wedding gift - Busta regalo matrimonio

Dear E.,
given that, knowing me, I’m not planning to speak at the microphone at your wedding, I decided to write in this letter the speech that I would say.

Hi everyone, I’m N., friend of the bride and maid of honor. It was love at first sight one afternoon a decade ago, so I can say that I too have a long story with her now, in fact at one point of preparations E. changed his mind and asked me to replace all the “M.” (groom’s name) of the program with”N.”.
I save all the part on anecdotes and cheesy phrases because the fact is that E. and M. already have their “forever”, it’s here somewhere with a little red dress, so I do not need to whish them that, because it is already here and it’s beautiful. What I can wish them is the way they get to this “forever” – and here perhaps some there will be some cheesy parts.
I wish you to hold hands often, because most of the time it is not what you say, but what you don’t say that matters. To laugh, because laughter makes you breathe better, it shakes the dust off and enables you to see reality more clearly. I wish you not to care about others, because on Facebook we all are beautiful, happy and shiny, but love takes effort, and those who are richer than us have butlers instead of friends.
I wish that your love will keep rising. Like taxes.
I wish you to remeber to be happy, when you look at the sea, when you play with E., when you come home and turn on the fire in the stove after a tiring day. I wish you, above all in those heavy days, to bring with you the thought of your significant other, the heart of your significant other, day after day, minute after minute, making obstinately space for it, even when you don’t feel like it, discovering in every passing season a different way of loving each other, because things are different from the inside – like the wedding dress, that before going to the atelier had to be smooth and empire waist. Indeed.
There is a Japanese technique, Kintsugi, which is a way of repairing broken pottery combining the pieces with a resin mixed in gold, silver or platinum, giving a precious grain to the pieces back together, and representing life, never linear, full of wounds and rifts. Not only there is no attempt to hide the damage, but Kintsugi, through art, shows us that from a healed wound, from the slow repair resulting from a break, a higher form of beauty, as well as different and only, can be reborn. I therefore hope that the marks that life will give you will have a value and a meaning, making you proud of yourself and your relationship.
And finally, my wish is something that a wife says to her husband in one of my favorite novels, Fitzgerald’s Tender Is the Night: “Think how you love me”, she whispered. “I don’t ask you to love me always like this, but I ask you to remember. Somewhere inside me there’ll always be the person I am tonight.”
Congratulations, guys! I love you both.

I love you.
N.

Envelope wedding gift - Busta regalo matrimonio

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Festa della mamma da stampare – Mother’s Day freebie

Festa della mamma - Mother's Day

Non so voi, ma con tutte le cose che ci sono da fare io mi prendo sempre all’ultimo momento. Ecco, se c’è qualcuna che si sente come me e deve ancora decidere che regalo fare, e magari non può prenderle nemmeno i classici cioccolatini per motivi di salute, almeno la spesa la farà con la primavera addosso!

Potete scaricare qui il file da stampare per prepararle questo simpatico notes primaverile. Io ho poi decorato il bordo in rilievo, per aggiungere un tocco più ricco. Qui trovate le istruzioni per questo facilissimo regalo, in un mio vecchio post.

Festa della mamma - Mother's Day

Vi è piaciuta anche la matita coordinata? Vorreste imparare a farla?

A plate of cheerfulness – Una piattata di allegria

Allegri portachiavi segnaposto - Happy keychain place holders

It’s been a while since Easter, but now I have the chance of writing a thought or two: I spent the day with my parents, Franklin, my brother, my sister-in-law and her parents. My mother and I prepared these cheerful felt keychains as place holders. At the end of Easter day my sister-in-law’s father told me: “It has been a lovely day, let’s hope we’ll be together next time too”. Time is running out, every single day. What can we do? Not much, but not going to bed angry, and learning to say thanks and I love you is a good step. I am a proud person, so saying “I love you” is, like, a step with Gagarin on the moon, but let’s start somewhere, maybe healing a little every day with play and laughter.

Pasqua è trascorsa da un po’, ma ora ho la possibilità di scrivere un pensiero o due: ho passato la giornata con i miei genitori, Franklin, mio fratello, mia cognata ed i suoi genitori. Mia madre ed io avevamo preparato questi allegri portachiavi in feltro come segnaposto. Alla fine della giornata di Pasqua il padre di mia cognata mi ha detto “E’ stato delizioso, speriamo di essere tutti insieme anche la prossima volta”. Il tempo scappa via, ogni singolo giorno. Cosa possiamo farci? Non molto, ma non andare a letto arrabbiati, ed imparare a dire grazie e ti voglio bene è già un passo avanti. Sono molto orgogliosa, perciò dire “Ti voglio bene” è una specie di passo con Gagarin sulla luna, ma bisogna pur cominciare da qualche parte, magari guarendo un po’ ogni giorno con gioco e risate.

Allegri portachiavi segnaposto - Happy keychain place holders
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Cherish the moment – Godi del momento

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“It was such a spring day as breathes into a man an ineffable yearning, a painful sweetness, a longing that makes him stand motionless, looking at the leaves or grass, and fling out his arms to embrace he knows not what.”
― John Galsworthy, The Forsyte Saga

“Non riusciva più a immaginare la vita senza quel nuovo interesse, ma quello che a volte non si riesce a immaginare esiste comunque, come i Forsyte scoprono continuamente a proprie spese.”
― John Galsworthy, La Saga dei Forsyte

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When I bought the Forsyte Saga, some years ago in a sultry afternoon, I had never heard about it: it was laying all alone in a dusty, creepy bookshop near my University, but somehow managed to told me it was the book I wanted to read that day (well, days). This obscure Nobel Prize-winning story of a large commercial upper class English family caught me with its futile resistance and inability of understand time passing by, and with its dramatic link between a new spring and the death of what was before. Because spring is death too, for the winter, and we often forget it, we often take for granted our winters and our less-spectacular days, blinded by the most vivid colors.
Working from home is not the heaven that many imagine, but it allows me to do one thing: cherish the moment. Yes I do sometimes work for days and days past midnight, still I can sometimes have a quiet moment all by myself while a tv somewhere else is talking, some boys are screaming and playing down the street, my cat is purring at my cup of tea and Tom Waits is singing in the background, to think that Spring is here and time goes so fast that I am glad I am able to value some moments, some people, even when they are no longer a novelty.

Quando ho comprato La Saga dei Forsyte, alcuni anni fa in un pomeriggio afoso, non ne avevo mai sentito parlare: se ne stava lì, tutto solo in una inquietante libreria polverosa vicino alla mia università, ma in qualche modo è riuscito a comunicarmi di essere il libro che volevo leggere quel giorno (o meglio, giorni). Questa misconosciuta storia (vincitrice del premio Nobel) di una grande famiglia della upper class commerciale inglese mi ha catturata con la sua futile resistenza e l’incapacità di comprendere il tempo che passa, e con il suo legame drammatico tra una nuova primavera e la morte di ciò che era prima. Perché la primavera è anche morte, per l’inverno, e spesso dimentichiamo, spesso diamo per scontato i nostri inverni e le nostre giornate meno spettacolari, accecati dai colori.
Lavorare da casa non è quel paradiso che molti immaginano, ma mi permette di fare una cosa: godere del momento. Sì, a volte lavoro per giorni fino a dopo mezzanotte, ma altre riesco ad avere un momento di tranquillità solo per me, mentre un televisore da qualche parte chiacchiera, alcuni ragazzini gridano giocando per la strada, il mio gatto fa le fusa alla mia tazza di tè e Tom Waits canta in sottofondo, a pensare che la primavera è qui e il tempo passa così velocemente che sono contenta di essere in grado di dare il giusto valore ad alcuni momenti, alcune persone, anche quando non sono più una novità.