Addio al nubilato da stampare – pt.1

Nubilato da stampare

Ho già postato la lettera per la mia amica E. che si è sposata a inizio ottobre, ma ora andiamo per ordine e ripartiamo dall’inizio: da quando, cioè, ho ricevuto l’annuncio di essere la sua testimone. Dopo l’emozione iniziale, un sottile velo di panico si è insinuato in me all’idea dell’addio al nubilato: “E adesso?”
Non amo, infatti, gli addii al nubilato tutti uguali, tutti a metà fra lo scherzo ed il volgare, tutti con gli stessi travestimenti, le stesse amiche che cercano di essere più belle della sposa, gli stessi biscotti da vendere, gli stessi giochi e coretti. Non volevo, però, venire meno ai miei doveri di testimone e così mi sono messa a studiare, venendone sempre meno a capo finché ad un certo punto mi sono resa conto che il segreto per un addio al nubilato riuscito non era cercare di somigliare agli altri addii, ma cercare di somigliare a noi, e soprattutto a lei, alla sposa.
Da lì in poi tutto è risultato più facile: la meta sarebbe stata un giro per bacari a Venezia, il tema sarebbero stati i girasoli. Niente biscotti, niente orecchiette da playboy e soprattutto basta con gli spogliarellisti: al loro posto, aitanti gondolieri!

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Al posto delle solite magliette ho creato dei corsage a tema girasoli che abbiamo portato tutte al polso, promettendoci di tenerli poi per la festa serale al matrimonio stesso.

Sunflowers bachelorette party - Addio al nubilato con girasoli Sunflowers bachelorette party - Addio al nubilato con girasoli

La sposa portava inoltre un velo a girasoli, creato con il vero velo da sposa di mia madre per aggiungere quel valore affettivo che altrimenti non avrebbe avuto, ed un ombrello giallo con una pioggia di girasoli tutt’intorno.

Sunflowers bachelorette party - Addio al nubilato con girasoli Sunflowers bachelorette party - Addio al nubilato con girasoli

Perciò pronte, via! Abbigliamento comodo per muoversi tra le calli di Venezia e la sposa che doveva vendere semi di girasole ai passanti per raccogliere fondi per il matrimonio. Portava infatti un cestino con questo cartello appeso, doppio linguaggio per i turisti.

Nubilato da stampare - cartello

Dal momento che non tutte le amiche si conoscevano bene tra di loro, un modo per rompere subito il ghiaccio è stato il Test della Sposa, con punteggi e premi alla vincitrice.

Nubilato da stampare - Test della sposa

Naturalmente, durante tutto il percorso la sposa doveva estrarre delle penitenze da fare: ad ogni bacaro una penitenza. A volte si cercano idee per le penitenze nei siti, ma la verità è che bisogna conoscere la persona a cui si stanno preparando perché siano davvero divertenti: è stonata? Fatele cantare qualcosa. Odia fare amicizia con gli estranei oppure ha un fidanzato geloso? Fatela interagire con qualcuno in modo malizioso. E’ goffa? Fatela ballare da sola senza musica, o dirigere un’orchestra su una sedia. Ma può anche dover parlare per alcuni minuti usando solo una vocale o con un accento strano o, nelle città d’arte come Venezia, trovare delle statue o dei quadri di nudo con cui fotografarsi in una specie di caccia al tesoro.

Nubilato da stampare - penitenze

La prima parte è finita, nella seconda tante altre idee da stampare per un finale coi fuochi d’artificio!

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Free Printable Travel Checklist – Checklist da Viaggio in Regalo

Free Printable Travel Checklist

Non so voi, ma come nei più classici cliché la mia parte creativa è cresciuta a discapito dell’ordine: non sono nemmeno vagamente ordinata. Non è una cosa che si noti da lontano, dal momento che sono molto precisa sul mio lavoro, però vivo in un perenne, vulcanico, laboratorio di idee.
Negli anni ho sviluppato diverse tecniche per ovviare al mio difetto, e la principale è sempre stata una grande quantità di liste, di ogni tipo. Mi sono iscritta ad Anobii per tenere sotto traccia la mia biblioteca ed ho consumato quaderni su quaderni con elenchi di cose da fare, film da guardare, prove da tentare.
Una delle liste più frequenti, che mi ha portata a passare quasi per una persona ordinata (“Ma dai, ti fai la lista? Devi essere molto precisa” – No, questa è sopravvivenza), è l’elenco delle cose da mettere in valigia. Amo fare gite appena possibile, magari anche solo per il weekend, ma dimentico sempre – SEMPRE – qualcosa. Spesso il dentifricio, ma mi piace essere creativa anche lì. Ecco che allora ogni volta, uno o due giorni prima, comincio pazientemente ad elencare le cose da portare, e da non dimenticare all’ultimo istante, e dopo anni di fogli volanti mi sono impegnata, ed ecco qui la mia checklist super fashion da stampare, in italiano ed inglese.
Au revoir. Vogliatemi bene in facebook, se avete della gratitudine per me.
A proposito, vi avevo detto che da qualche settimana sono anche su Instagram?

I don’t know about you, but I’m the classic cliché where my creative part has grown at the expense of my tidiness: I’m not even remotely tidy. It isn’t something you notice from a distance, since I am very accurate about my work, but I live in a perpetual, volcanic, laboratory of ideas.
Over the years I have developed several techniques to work around my fault, and the main has always been a lot of lists, of all kinds. I enrolled in Anobii to keep track of my library and I consumed notebooks and notebooks with to do lists, movies to watch, things to try.
One of the most frequent lists, which led me to look almost like a methodical person (“Come on, you make that list? You must be very precise” – No, this is survival), is the packing list. I love to take trips as soon as possible, even if only for the weekend, but I always forget – ALWAYS – something. Often the toothpaste, but I like to be creative there too. So then every time, one or two days before, I patiently begin my list with the things to bring, and not to forget at the very last moment, and after years of loose sheets I committed, and here is my super fashion printable checklist, in Italian and English.
Au revoir. Love me on facebook, if you have gratitude for me.
By the way, did I tell you that from a few weeks I am also on Instagram?

Travel Checklist

Travel Checklist eng

17.05.2006 – 17.05.2016 Ostinarsi a ricordare – Obstinately remembering

Ricordo

“Ne sono uscito indenne” è una frase che non ha nessun senso. Non esiste. Nel bene o nel male le cose ti rimangono addosso, ed alcune telefonate più di altre: “Novi, dove sei, sono sotto casa tua”, e per qualche secondo pensi sia una cosa bella, ma poi quattro parole, come quattro colpi alle ginocchia. La mia amica, la mia sorella, la mia coscienza era morta, insieme a sua sorella (vera), per uno stupido incidente in una strada canicolare della Sicilia.

Dicono che, quando una persona giovane muore, dopo un po’ rimanga solo la famiglia a ricordare. Se è così, il mio sospetto è confermato: tu sei famiglia. Non è passato un solo giorno, in questi dieci anni, in cui non abbia voluto raccontarti qualcosa o ricordato il tuo modo di ridere. Non è passato un solo minuto in cui non abbia voluto bene ai tuoi a cuore aperto, come altri fratelli, anche se il mio modo di vivere le cose mi ha portata ad allontanarmi. Anche se, per un po’, ci siamo allontanate perfino noi: come due gazze ci siamo voltate verso persone che sembravano luccicare – e poi, un giorno, sei arrivata con una torta, e Giulia mi ha detto “meno male che sei tornata, Novi, non ne potevo più”, perché a voce alta certe cose le sapeva dire solo lei.

In questi dieci anni senza di te ho imparato ad amarti con i denti, con la tenacia dell’erba di scarpata, e di quella poesia che ti ho regalato per i tuoi e i miei diciotto anni. Come un personaggio senza nome di McCarthy mi sono ostinata a ricordare dopo che erano spariti i colori e i ricordi. Mi sono aggrappata alla lettera per me che ho trovato nella tua borsa, quella prima sera senza di te; sei riuscita a chiamarmi la tua migliore amica anche da morta, e non mi è sembrato neanche un regalo, all’inizio: ero così sbigottita che prima di prenderla ho chiesto il permesso, e continuavo a fissarla come si guarda il proiettile che ti sta venendo addosso.

Ho così tanti ricordi da custodire da sola che qualche volta è stato difficile fare spazio a nuove persone. Come si impara, Marta, a non avere più una sorella? Un giorno mi sono guardata allo specchio con la violenza di un foglio bianco, e ho dovuto ammettere a me stessa di essermi persa.
Sono passati dieci anni, da quel pomeriggio in cui arrotolavo prosciutto intorno ad un grissino quando mi è squillato il telefono e la mia gamba ha cominciato a muoversi da sola come una scossa di terremoto. E un bel giorno è arrivato quel concerto a Trieste, e mentre Eddie cantava “Please say that if you hadn’t gone now / I wouldn’t have lost you another way”, fra le luci e migliaia di ragazzi pigiati io cercavo di nascondere le lacrime come nel peggior cliché ma pensavo che, in fondo, le persone che ho scelto ti piacerebbero, ed è stato anche grazie a loro se ho imparato a ricordarti soprattutto quando mi sento felice, e non quando mi sento triste.

Come vedi scrivo ancora lettere; qualche volta vorrei che mi rispondessi. Vorrei, se non altro, un cenno, come un sasso alla finestra. Come scoprire, grata e stupita, che porti ancora le stesse magliette.

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“I got out unharmed” is a sentence that makes no sense. It doesn’t exist. For better or worse, things stay on you, and some phone calls more than others: “Novi, where are you, I’m under your window”, and for a moment you think it’s something nice, but then four words, four shots to the knees. My friend, my sister, my conscience was dead, with her (real) sister, because of a stupid accident in a scorching road in Sicily.

They say that, when a young person dies, after a while only the family remembers. If so, my suspicion has been confirmed: you are family. It has not been a single day, in these ten years, I haven’t wanted to tell you something or remembered the way you laugh. It has not been a single minute I haven’t been fond of your family with my open heart, like sibilings, although my way of living things has led me to walk away. Although, for a while, we walked away from each other too: like two magpies we turned to people who seemed to sparkle – and then, one day, you came with a cake, and Giulia told me “Thank God you’re back, Novi, I’d had enough”, because she was the only one who was able to say some things out loud.

During these ten years without you  I learned to love you with tooth and nail, with the stubborness of grass down the slope, and of that poem I gave you for our 18th birthdays. As an unnamed McCarthy’s character, I obstinately remembered when colours and memories were gone. I held on to your letter for me, the one I found in your purse that first night without you; you managed to call me your best friend even in death, and it did not seem even remotely a gift, at the beginning: I was so startled that I asked permission before taking it, and I kept staring at it as you stare at the bullet that is coming for you. 

I have so many memories to cherish alone that sometimes it was difficult to make space to new people. How do you learn, Martina, to no longer have a sister? One day I looked in the mirror with the violence of a white sheet, and I had to admit to myself that I was lost. Ten years have passed since that afternoon when I was rolling ham around a breadstick, when the phone rang and my leg began to move by itself like an earthquake. And, one day, that concert in Trieste came, and while Eddie sang “Please say that if you hadn’t gone now / I wouldn’t have lost you another way”, among the lights and thousands of guys crushed together I was trying to hide the tears as in the worst cliche but I thought that, after all, you would like the people I have chosen, and I have to thank them too if I learned to remember you especially when I feel happy, not when I feel sad.


As you can see I still write letters; sometimes I would like you to answer. I would like, if nothing else, a nod, like a pebble at the window. Like finding out, grateful and amazed, that you still wear the same old T-shirts.
 
 

 

Buoni propositi e Calendario 2016 in regalo

Calendario 2016 da stampare

Hello everybody! Please forgive my hiatus, Christmas alway brings both a lot of joy and a lot of work, I’m starting a DIY course so I am currently overwhelmed by every kind of DIY you can think of. Also, on the excuses front, I am trying something new in my invitations… you’ll see very soon.
Of course I could not start the year without a list, especially one with good intentions, but growing I learned to choose, ruling out common purposes and focusing on a few issues that I care the most.
What I want for my 2016 is: less odd socks, more and more books, continue to get angry for any injustice committed anywhere against anyone, no room for platitudes or “trendy” and above all I wanto to remember every day to try to be happy.
Speaking of socks, this was my diy stocking for Epiphany. The foot is a bit edgy, but not bad for a first attempt – what do you think?

Ciao a tutti! Perdonate la mia pausa, il Natale porta sempre con sé tanta gioia ma anche tanto lavoro, e sto dando il via a dei laboratori di fai da te, perciò sono sommersa da qualsiasi tipo di DIY vi possa venire in mente. In più, sul fronte delle scuse, sto tentando una novità negli inviti… la vedrete molto presto. Naturalmente non potevo iniziare l’anno senza una lista, soprattutto una di buoni propositi, ma crescendo ho imparato a scegliere, limando i propositi comuni e focalizzandomi invece su pochi aspetti a cui tengo di più. Quello che voglio per il mio 2016 è: meno calzini spaiati, sempre più libri, continuare ad arrabbiarmi per ogni ingiustizia commessa ovunque, contro chiunque, non lasciare spazio alla banalità o al “trendy” e soprattutto ricordarmi ogni giorno di cercare di essere felice.
A proposito di calzini, questa è la mia calza per l’Epifania. Il piede è un po’ spigoloso, ma non male per un primo tentativo, che dite?

Christmas Stocking

Christmas Stocking

Anyway, I really need to be less chaotic, so I’m also giving you the printable calendar I created for my 2016: it’s very minimal and neat. Find it following the link below.

Comunque ho davvero bisogno di essere meno caotica, perciò vi lascio questo calendario da stampare che ho creato per il mio 2016: è molto minimal e pulito. Lo trovate seguendo il link sottostante.

Calendario 2016 download

2 Febbraio

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Wholloween, Balloween and a different kind of Halloween.

Hair clip and bowtie

Halloween is not a real tradition here in Italy. We celebrate the Day of the Dead, eat pumpkins and decorate, but it’s a totally different kind of celebration, more intimate and familiar, without parties. Something has leaked, indeed, among us, but it’s more a commercial side of the celebration that we accepted like we accepted fast foods.
This Halloween, I made a bat-bowtie and a pumpkin hairclip (it’s very simple: you basically just need to draw a poinsettia template, cut it and then curl the petals into the pumpkin), I made a sugar skulls garland and a Tardis lantern (I spent the whole night gazing at it, while watching some old magic Doctor episodes with Franklin). I also made some splatter hot dog – unfortunately I don’t have a good picture, so I’ll just use one I found on Pinterest.
But my real Day of the Dead was something different, as you will see after these pictures.
Four and a half hours on my knees restoring the color of an incision on marble so thin that I had to use a toothpick instead of a brush must have something to do with an ancient rite, with amanuensis, when you turned a thought into a gesture. To persist in finding the time to remember, in a world that boasts of rush and chores, means persist in understanding, going beyond, watching.

Those who stop at appearances feed on peels.

 

Halloween non è una tradizione italiana. Celebriamo il Giorno dei Morti, mangiamo zucca e decoriamo, ma è una giornata molto diversa, più intima e familiare, senza party. Qualcosa, in realtà, è trapelato anche fra noi, ma è il lato più commerciale della festa, che abbiamo accettato come abbiamo accettato i fast food.
Questo Halloween ho creato un farfallino a pipistrello ed una zucchetta da portare sui capelli (molto semplice da fare: basta disegnare la sagoma di una stella di Natale, tagliarla e curvare i petali per formare la zucca), ho preparato un festone di teschi di zucchero e una lanterna del Tardis (ho trascorso la serata a fissarla, mentre guardavo alcune vecchie, magiche puntate del Dottore con Franklin). Ho anche preparato degli hot dog molto splatter – sfortunatamente non ho belle foto, perciò ne userò una trovata su Pinterest.
Ma la mia vera Giornata dei Morti era qualcosa di diverso, come vedrete dopo queste immagini.
Quattro ore e mezza in ginocchio a restaurare il colore di un’incisione su marmo così sottile da dover usare uno stuzzicadenti al posto del pennello ha qualcosa del rito d’altri tempi, dell’amanuense, del trasformare in gesto un pensiero. Ostinarsi a trovare il tempo per ricordare, in un mondo che si gloria di fretta e faccende, significa anche ostinarsi a capire, ad andare oltre, a guardare.

Chi si ferma alle apparenze si nutre di bucce.

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[Free Printable] Last-Minute Halloween Masquerade

Halloween Masquerade - Free Printables

We all wear masks, and the time comes when we cannot remove them without removing some of our own skin.
Andre Berthiaume

Early references to wearing costumes at Halloween come from the Celtic festival of Samhain: the Celts believed that, during this period, the boundary between this world and the next was very thin and that spirits could more easily come into our world. To scare away evil spirits they dressed up in costumes and wore scary masks, since they believed that dead souls were seeking vengeance and wanted to disguise their identities.

Portiamo tutti una maschera, lo sappiamo bene, e giunge il momento che non riusciamo più a strapparcela senza togliere anche un po’ di pelle.
Andre Berthiaume

I primi riferimenti a maschere e costumi di Halloween provengono dal festival celtico di Samhain: i Celti ritenevano che, durante questo periodo, i confini tra questo e l’altro mondo fossero più sottili, e gli spiriti potessero entrare in questo più facilmente. Per scacciare gli spiriti malvagi indossavano costumi spaventosi, perché credevano che le anime dei morti cercassero vendetta, e volevano celare le loro identità.

Halloween Masquerade - Free Printable “Am I sure? Only as sure as I am that the reality of one night, let alone that of a whole lifetime, can ever be the whole truth.”
Arthur Schnitzler, Dream Story

Masquerade balls, instead, were fashionable and rich dances held for members of the upper classes, hiding their identities in order to allow them to take part in activities considered immoral.

“Se sono sicura? Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità.”
Arthur Schnitzler, Doppio sogno

I balli mascherati o Masquerade balls, invece, erano eventi fastosi e alla moda organizzati per i membri delle classi abbienti, mantenendo nascoste le loro identità perché potessero partecipare ad attività considerate immorali.

Halloween Masquerade - Free Printable

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Autumn book list – Part 5/6

Books to read in AutumnThere’s nothing like the first days of Autumn to push us towards a good book, curled up on the couch next to the cat. A cup of tea in our hands, looking out of the window at the world, transformed from a gloomy day, suddenly feeling the aroma of the earth, of chestnuts on the fire, of smoke, ginger and cinnamon and also of the oldest gravestones – that’s right, because the human sense of smell just feels water-soluble smells, and that’s why you only know the asphalt and stone aroma when they’re wet, from a heavy rain or a nervous stream. And again, we smell county fairs, and cuddles and upcoming films and harvests, and apples and heavier footsteps in new boots, because if it is true that the sense of smell is the closest to memories, we also feel races with heavy breaths through the mist and among golden leaves, and the old warm blanket that someone laid upon us when we fell asleep, and new school supplies.
Autumn is the season of the books, but what are the books of each season? Because it’s true, every season has its books. For example, some American authors often belong to Summer (I think Steinbeck or Hemingway) while more easily Russians (Tolstoy, Dostoyevsky) lead me among snowstorms views from the window in the middle of Winter.

So here you are the fifth part of a book list for the Fall in all its forms. A small piece of the list for every aspect of Autumn. You can find the other pieces here.

KIDS book KIDS

Non c’è niente come l’arrivo dell’autunno a spingerci verso un buon libro, accoccolati sul divano accanto al gatto. Una tazza di tè calda fra le mani per guardare dalla finestra il mondo trasformato da una giornata uggiosa, sentendo all’improvviso l’aroma della terra, delle castagne sul fuoco, del fumo, di zenzero e cannella e anche delle lapidi più antiche – ed è proprio vero, perché l’olfatto umano sente solo gli odori idrosolubili, ed è per questo che dell’asfalto e della pietra conosciamo l’aroma soltanto quando sono bagnati, da una pioggia incessante o da un ruscello nervoso. E poi annusiamo fiere di paese, e coccole e film in uscita e vendemmie, e mele e passi più pesanti negli stivali nuovi, perché se è vero che l’olfatto è il senso più vicino alla memoria ed ai ricordi sentiamo anche le corse con il fiatone fra la nebbia e le foglie dorate, e quella vecchia coperta calda che qualcuno ci posava sopra quando ci addormentavamo, e quaderni e matite per la scuola.
L’autunno è la stagione dei libri, ma quali sono i libri di ogni stagione? Perché è vero, ogni stagione ha i suoi libri. Per esempio, alcuni autori americani appartengono spesso all’estate (penso a Steinbeck o Hemingway) mentre più facilmente i russi (Tolstoj, Dostoevskij) mi portano fra le tormente di neve viste dalla finestra in pieno inverno.

Ecco perciò la quinta parte di una lista di libri per l’autunno, in tutte le sue forme. Un pezzetto di lista per ogni aspetto dell’autunno. Potrai trovare gli altri pezzetti qui.

KIDS book ITAKIDS ITA

Autumn book list – Part 4/6

Books to read in AutumnThere’s nothing like the first days of Autumn to push us towards a good book, curled up on the couch next to the cat. A cup of tea in our hands, looking out of the window at the world, transformed from a gloomy day, suddenly feeling the aroma of the earth, of chestnuts on the fire, of smoke, ginger and cinnamon and also of the oldest gravestones – that’s right, because the human sense of smell just feels water-soluble smells, and that’s why you only know the asphalt and stone aroma when they’re wet, from a heavy rain or a nervous stream. And again, we smell county fairs, and cuddles and upcoming films and harvests, and apples and heavier footsteps in new boots, because if it is true that the sense of smell is the closest to memories, we also feel races with heavy breaths through the mist and among golden leaves, and the old warm blanket that someone laid upon us when we fell asleep, and new school supplies.
Autumn is the season of the books, but what are the books of each season? Because it’s true, every season has its books. For example, some American authors often belong to Summer (I think Steinbeck or Hemingway) while more easily Russians (Tolstoy, Dostoyevsky) lead me among snowstorms views from the window in the middle of Winter.

So here you are the fourth part of a book list for the Fall in all its forms. A small piece of the list for every aspect of Autumn. You can find the other pieces here.

STORM book  STORM

Libri da leggere in autunno – Parte 4/6

Libri da leggere in Autunno

Non c’è niente come l’arrivo dell’autunno a spingerci verso un buon libro, accoccolati sul divano accanto al gatto. Una tazza di tè calda fra le mani per guardare dalla finestra il mondo trasformato da una giornata uggiosa, sentendo all’improvviso l’aroma della terra, delle castagne sul fuoco, del fumo, di zenzero e cannella e anche delle lapidi più antiche – ed è proprio vero, perché l’olfatto umano sente solo gli odori idrosolubili, ed è per questo che dell’asfalto e della pietra conosciamo l’aroma soltanto quando sono bagnati, da una pioggia incessante o da un ruscello nervoso. E poi annusiamo fiere di paese, e coccole e film in uscita e vendemmie, e mele e passi più pesanti negli stivali nuovi, perché se è vero che l’olfatto è il senso più vicino alla memoria ed ai ricordi sentiamo anche le corse con il fiatone fra la nebbia e le foglie dorate, e quella vecchia coperta calda che qualcuno ci posava sopra quando ci addormentavamo, e quaderni e matite per la scuola.
L’autunno è la stagione dei libri, ma quali sono i libri di ogni stagione? Perché è vero, ogni stagione ha i suoi libri. Per esempio, alcuni autori americani appartengono spesso all’estate (penso a Steinbeck o Hemingway) mentre più facilmente i russi (Tolstoj, Dostoevskij) mi portano fra le tormente di neve viste dalla finestra in pieno inverno.

Ecco perciò la quarta parte di una lista di libri per l’autunno, in tutte le sue forme. Un pezzetto di lista per ogni aspetto dell’autunno. Potrai trovare gli altri pezzetti qui.

STORM book ITASTORM ITA

Autumn book list – Part 3/6

Books to read in AutumnThere’s nothing like the first days of Autumn to push us towards a good book, curled up on the couch next to the cat. A cup of tea in our hands, looking out of the window at the world, transformed from a gloomy day, suddenly feeling the aroma of the earth, of chestnuts on the fire, of smoke, ginger and cinnamon and also of the oldest gravestones – that’s right, because the human sense of smell just feels water-soluble smells, and that’s why you only know the asphalt and stone aroma when they’re wet, from a heavy rain or a nervous stream. And again, we smell county fairs, and cuddles and upcoming films and harvests, and apples and heavier footsteps in new boots, because if it is true that the sense of smell is the closest to memories, we also feel races with heavy breaths through the mist and among golden leaves, and the old warm blanket that someone laid upon us when we fell asleep, and new school supplies.
Autumn is the season of the books, but what are the books of each season? Because it’s true, every season has its books. For example, some American authors often belong to Summer (I think Steinbeck or Hemingway) while more easily Russians (Tolstoy, Dostoyevsky) lead me among snowstorms views from the window in the middle of Winter.

So here you are the third part of a book list for the Fall in all its forms. A small piece of the list for every aspect of Autumn. You can find the other pieces here.
GHOSTS bookGHOSTS