Wholloween, Balloween and a different kind of Halloween.

Hair clip and bowtie

Halloween is not a real tradition here in Italy. We celebrate the Day of the Dead, eat pumpkins and decorate, but it’s a totally different kind of celebration, more intimate and familiar, without parties. Something has leaked, indeed, among us, but it’s more a commercial side of the celebration that we accepted like we accepted fast foods.
This Halloween, I made a bat-bowtie and a pumpkin hairclip (it’s very simple: you basically just need to draw a poinsettia template, cut it and then curl the petals into the pumpkin), I made a sugar skulls garland and a Tardis lantern (I spent the whole night gazing at it, while watching some old magic Doctor episodes with Franklin). I also made some splatter hot dog – unfortunately I don’t have a good picture, so I’ll just use one I found on Pinterest.
But my real Day of the Dead was something different, as you will see after these pictures.
Four and a half hours on my knees restoring the color of an incision on marble so thin that I had to use a toothpick instead of a brush must have something to do with an ancient rite, with amanuensis, when you turned a thought into a gesture. To persist in finding the time to remember, in a world that boasts of rush and chores, means persist in understanding, going beyond, watching.

Those who stop at appearances feed on peels.

 

Halloween non è una tradizione italiana. Celebriamo il Giorno dei Morti, mangiamo zucca e decoriamo, ma è una giornata molto diversa, più intima e familiare, senza party. Qualcosa, in realtà, è trapelato anche fra noi, ma è il lato più commerciale della festa, che abbiamo accettato come abbiamo accettato i fast food.
Questo Halloween ho creato un farfallino a pipistrello ed una zucchetta da portare sui capelli (molto semplice da fare: basta disegnare la sagoma di una stella di Natale, tagliarla e curvare i petali per formare la zucca), ho preparato un festone di teschi di zucchero e una lanterna del Tardis (ho trascorso la serata a fissarla, mentre guardavo alcune vecchie, magiche puntate del Dottore con Franklin). Ho anche preparato degli hot dog molto splatter – sfortunatamente non ho belle foto, perciò ne userò una trovata su Pinterest.
Ma la mia vera Giornata dei Morti era qualcosa di diverso, come vedrete dopo queste immagini.
Quattro ore e mezza in ginocchio a restaurare il colore di un’incisione su marmo così sottile da dover usare uno stuzzicadenti al posto del pennello ha qualcosa del rito d’altri tempi, dell’amanuense, del trasformare in gesto un pensiero. Ostinarsi a trovare il tempo per ricordare, in un mondo che si gloria di fretta e faccende, significa anche ostinarsi a capire, ad andare oltre, a guardare.

Chi si ferma alle apparenze si nutre di bucce.

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